Come ridurre l’ansia da hashtag: qualche consiglio per scegliere quelli giusti

Come scegliere l'hashtag giusto

Gli hashtag sono quelle parole precedute dal simbolo # che aiutano la categorizzazione di un post in base all’argomento trattato. Originari di Twitter (social che nasce essenziale e un po’ elitario) il loro uso si è poi ampliato a Instagram, Facebook e Linked In.

Se impiegati nel modo giusto possono essere di grande aiuto per il business delle aziende sui social, sia in ottica B2B che B2C. Ecco qualche regola base per utilizzarli senza sbagliare.

FACEBOOK

Gli utenti di Facebook sono i più restii a capire e a usare gli hashtag, quindi meglio non impiegare più di 4 o 5 hashtag per ciascun post. Tra questi è consigliabile metterne uno con il nome della propria azienda e uno che definisce l’attività o il posizionamento del brand, in modo da facilitare la ricerca dei servizi offerti. Gli altri hashtag andrebbero attinti dall’ambito caratteristico di appartenenza del business di riferimento, alternandone di generici e di più specifici. È sempre utile, inoltre, dare un’occhiata agli hashtag impiegati dai competitor.

LINKEDIN

Anche il social network per la ricerca di lavoro ha recentemente integrato gli hashtag tra le sue funzioni, suggerendo all’utente i più attinenti in base al testo digitato nel post. Su questa piattaforma ci si può limitare ad un paio di hashtag, anche non troppo specifici, considerato che il newsfeed di LinkedIn è un luogo sicuramente meno inflazionato rispetto a quello di Facebook o Instagram, con contenuti più selezionati, e che si sgomita meno per la visibilità dei propri contenuti. Su LinkedIn è anche possibile seguire alcune parole chiave che permettono di personalizzare la propria sezione notizie e di visualizzare materiale sempre aggiornato e di qualità inerente al proprio settore lavorativo.

INSTAGRAM

Instagram consente di inserire un massimo di 30 hashtag in ciascun post ma, analogamente a quanto detto in merito a Facebook, è meglio limitarsi a una media di 10-15 parole chiave per non creare un testo troppo lungo e spiacevole alla vista. Limitando la quantità di hashtag, inoltre, aumentano le possibilità di finire nella sezione “esplora” del social network, che permette agli utenti di scoprire nuovi profili e contenuti calibrati in base ai propri following, ossia agli utenti e agli hashtag seguiti. Essendo gli hashtag la specialità di questa app è possibile scegliere fra tantissime possibilità, ma per non sbagliare la combinazione più giusta dovrebbe prevedere:
– 1 o 2 hashtag molto popolari (che generano più di 10 milioni di risultati di ricerca)
– circa 5 popolari (inferiori ai 500 mila risultati), da alternare a 5-10 poco diffusi (tra i 10 mila e i 100 mila risultati circa)
– 5-10 di nicchia (possibilmente dai 2 mila ai 3 mila risultati circa)
– 1-2 hashtag propri legati al brand o alla propria attività, soprattutto se sono già noti al pubblico ed avviati.

Riassumendo:

  • il principio alla base della scelta degli hashtag è quello di segnalare post relativi ad argomenti o necessità comuni, informazioni e soluzioni, direttamente a un target che potrebbe averne bisogno e ritenerli utili:
  • è importante assicurarsi di far arrivare i contenuti alle persone giuste, vicine agli obiettivi strategici di comunicazione, perché sarà più alto il tasso di engagement e più elevata la probabilità che si esegua la call to action desiderata. Di conseguenza ciò che conta non è raggiungere quante più persone possibili per aumentare like o follow: i social sono solo un mezzo per raggiungere l’obiettivo desiderato, non un fine.